Il bisunto del signore

Renzi untoIl bisunto del signore – Era prevedibile, e solo i meno accorti, o quelli a cui conveniva, non ne avevano segnalato l’estrema pericolosità. Il voto europeo, benché rappresenti solo il 50% degli italiani, viene utilizzato da Renzi, e dai suoi gerarchi, come “carta bianca” ad ogni sua decisione, come benedizione al suo mandato, come via libera ad un processo di modifica antidemocratica degli equilibri costituzionali.
Dall’unto al bisunto il passo è stato breve, voluto e guidato dal nemico primo delle libertà del nostro paese, Napolitano, Renzi è arrivato ad occupare la sedia di primo ministro senza mai confrontarsi, realmente, con il popolo, senza mai presentare il suo programma a chi avrebbe dovuto votarlo su quello, e non su altro.
Una consenso, molto relativo, in termini numerici e ben lontano dalle affermazioni della vecchia DC, che aveva un radicamento popolare ben più ampio, fondato sul richiamo alle urne dei corrotti e dei collusi, di cui il PD fa ben uso, come dimostrano le vicende Mose ed Expo, per una presunta necessità di riforme che vanno tutte verso l’affermazione di quei parametri liberisti, principali fattori del disfacimento delle libertà e dei diritti dei più deboli e causa prima di quella corruzione che ha permesso al PD ed al suo finto avversario, il Pdl, di rimpinguare i bilanci di partito e i portafogli dei loro esponenti.
Il fallimento dell’astensione, purtroppo, si legge nei fatti già accaduti e che accadranno a breve, quando la guida è lasciata, senza alcuna opposizione parlamentare né di piazza, al delirio di onnipotenza di un manipolo di incapaci, sempre sorridenti, proni ai dettati delle multinazionali e pronti a calpestare i principi dello Stato democratico nel nome di una vaga, e poco affascinante, ripresa del paese, basata solo ed esclusivamente sulla costrizione in schiavitù controllata di chi riesce a trovare un lavoro, e sulla riduzione in povertà di larghi strati della popolazione.
Il delirio di onnipotenza del rottamatore fiorentino, con mega schermi simil fascisti, si è ben apprezzato nell’assemblea odierna di quel residuo di partito, chiamato PD, dove, in uno sfondo in cui troneggiava quel 40,8% di corrotta e collusa provenienza, il vate della “svolta buona” tuonava contro chi, nel suo partito, si era permesso di ostacolare il cammino al suo pensiero intoccabile, da unto e bisunto del signore, come se riformare l’assetto del Senato sia potere di un “boschetto” ridanciano di incapaci intoccabile ed incriticabile.
Ma il toscano non ha voluto fermarsi qui, nel suo sproloquio indecente, e pur di attaccare il suo collega di partito Mineo, si è permesso, lui del PD, di alzare a vessillo l’intoccabilità del problema disabilità…già quella disabilità presente, con i malati di Sla sotto il parlamento, e lasciata morire dal suo partito senza che né lui, né i “boschetti”, né altri abbiano mosso un dito, quella disabilità a cui la sanità pubblica ha, nei fatti, cancellato ogni diritto, reso impossibile ogni aiuto, resa invivibile quella vita già difficile.
E’ forse è proprio in queste affermazioni, degne di chi stravisa la verità e si maschera dietro la presenza di persone rispettabili, come Cantone, ma come fece anche Mussolini a suo tempo, la vera anima ed il vero percorso che il PD sta prendendo…un percorso che con la democrazia non ha nulla a che vedere, perché la democrazia con unti e bisunti ha già fatto le spese…e si sa come è finita.

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