Clima: solo allarmismo o punto di non ritorno?

images (1)L’organo più autorevole del mondo sui cambiamenti climatici ha recentemente pubblicato un rapporto in cui si sottolinea come il cambiamento climatico sia ancora più veloce, e con effetti più dannosi, di quanto previsto in precedenza.
Il Gruppo intergovernativo di esperti delle Nazioni Unite sul Quinto Rapporto di Valutazione del cambiamento climatico, ha chiarito che il cambiamento climatico sarà dannoso per tutti noi, e non solo per alcuni stati insulari remoti o per gli orsi polari, ma che inciderà anche e soprattutto sull’approvvigionamento alimentare del mondo.
Anche se il gruppo di esperti ha una meritata reputazione di essere un organo intergovernativo conservatore e attento, ha dichiarato la propria preoccupazione, in questo rapporto utilizzando, un linguaggio audace. Anche se la relazione ha ripetuto molte delle conclusioni della quarta relazione di valutazione pubblicata nel 2007, alcuni commentatori, tuttavia, hanno definito quelle conclusioni “allarmiste”.
Il rapporto ha scatenato un dibattito sul fatto che tali valutazioni allarmanti siano utili per stimolare le persone e i governi ad agire.
Allo stesso modo, una nuova serie di documentari, in nove parti, su American Showtime TV, “ Years of Living Dangerously“, sta attirando molta attenzione, perché affine al film di Al Gore del 2006 “Una scomoda verità“, che ha il merito di aver introdotto il pubblico alle minacce associati al cambiamento climatico.
Gli scienziati sociali continuano a non essere d’accordo circa gli effetti di tali pubblicazioni allarmanti, e discutono se il messaggio venga solo polarizzato, anziché mobilitare il pubblico.
La maggior parte della gente suppone che gli effetti del cambiamento climatico non influiranno mai sulla nostra vita quotidiana. La famosa foto di un orso polare, precariamente galleggiante su un frammento di un iceberg, per esempio, ha fatto poco per convincere le persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che dovrebbero sottrarre le risorse dalla crescita economica, diminuire i consumi e migliorare il proprio tenore di vita.
Ma il rifiuto di ascoltare i precedenti avvertimenti, circa il cambiamento climatico, potrebbero essere superati da questo più recente rapporto dell’IPCC, che ha parlato di cambiamento climatico come fosse un problema di sicurezza alimentare. “Nessuno su questo pianeta sta per essere toccato dagli effetti del cambiamento climatico“, ha detto Rajendra Pachauri, uno scienziato indiano dell’IPCC.
Per lungo tempo, gli ambientalisti hanno esortato il pubblico a “pensare ai vostri figli e nipoti”. Non più. Questo rapporto ha avvertito che gli impatti negativi sul calo dei rendimenti dei raccolti, dovuti ai cambiamenti climatici, potrebbe diventare più probabile nel 2030.Climaallarmismo1.1
Nel frattempo, i raccolti potrebbero diminuire del due per cento per decennio, in un momento in cui la domanda prevede un aumento del due per cento ogni anno.
Dato che la relazione della Banca Mondiale prevede degli aumenti di temperatura di quattro gradi Celsius entro la fine del secolo, dovremmo smettere di preoccuparci del mondo che i nostri figli e nipoti erediteranno, ma pensare a come proteggere noi stessi.
La sicurezza alimentare è una preoccupazione immediata per ogni essere umano. Dovrà essere richiesto inoltre di realizzare una politica globale agricola e commerciale.
Nel mese di marzo, Oxfam, un’organizzazione non governativa a livello mondiale, ha pubblicato il suo rapporto intitolato: “Hot and Hungry: Come fermare il cambiamento climatico e terminare la lotta contro la fame.” In una conferenza stampa, il capo di Oxfam della politica per il cibo e il cambiamento climatico ha detto:”Questa non è una foto su dei poveri agricoltori di alcune regioni colpiti dai cambiamenti climatici. Questa è una foto che rappresenta una agricoltura globale che ha colpito, Stati Uniti, Russia e Australia, con implicazioni globali per i prezzi alimentari.
L’impatto negativo del cambiamento climatico sulla produzione alimentare non è una sorpresa. Gli agricoltori ed i pastori sono i migliori osservatori di come cambiamenti climatici, siccità, inondazioni e altri eventi meteorologici estremi influiscano sul loro raccolto.
Già nel 2008, la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO) ha sottolineato che: “Il cambiamento climatico interesserà tutte le quattro dimensioni della sicurezza alimentare: disponibilità di cibo, accessibilità alimentare, utilizzo alimentare e stabilità del sistema alimentare.
Mentre molti paesi non sono adeguatamente preparati per gli effetti del cambiamento climatico sull’ alimentare, i paesi più poveri saranno i più colpiti.
Una maggiore insicurezza alimentare potrebbe addirittura rappresentare una minaccia per la sicurezza nel momento in cui si intensificherà la concorrenza per l’acqua e per i terreni coltivabili. Il Rapporto IPCC avverte di un “aumento dei rischi di conflitti violenti in forma di guerra civile”. Il conflitto armato decennale in Sudan, la guerra civile in corso in Siria e i disordini in Egitto sono tutti esempi di come la grave siccità, la migrazione interna e le difficoltà economiche posaono portare a instabilità devastanti.

images (2)Le battaglie per l’acqua e il cibo scoppieranno entro i prossimi cinque dieci anni a causa dei cambiamenti climatici” ha detto il Presidente della Banca Mondiale Jim Yong Kim riguardo al rapporto IPCC.
“La questione dell’acqua è critica e legata ai cambiamenti climatici. Il carbonio sarà la moneta del cambiamento climatico. Le lotte per acqua e per il cibo saranno i più significativi impatti diretti dei cambiamenti climatici.”
I diplomatici hanno cercato fin dalla fine del 1990 di mettere in atto accordi giuridicamente vincolanti per ridurre le emissioni di gas serra. Ma non hanno avuto successo. Ora, delusi dagli sforzi diplomatici, molti hanno rivolto gli occhi verso le principali compagnie energetiche del mondo, i maggiori contribuenti alle emissioni di biossido di carbonio.
Se il cambiamento climatico viene riformulato principalmente come un problema di sicurezza alimentare, è possibile che alcune personalità scettiche del clima perderanno la loro influenza, in particolare i membri del Congresso degli Stati Uniti. Le prospettive al riguardo non sono incoraggianti. Subito dopo la pubblicazione del rapporto IPCC, alcuni membri del Congresso degli Stati Uniti hanno proposto scandalosamente un disegno di legge che limita le attività di ricerca del National Oceanic and Atmospheric Administration, avente l’obbligo di escludere i cambiamenti climatici dal proprio ambito di lavoro e di concentrarsi solo sulla previsione di eventi meteorologici.
Non possiamo avere molte speranze, date le potenti lobby dei combustibili fossili, che così generosamente sostengono i negazionisti del clima. La loro influenza politica sembra sufficiente a bloccare tutti gli sforzi ragionevoli per muoversi verso un’economia post-carbonio. Al contrario, gli Stati Uniti sono pronti a diventare il “l’ America saudita” ​​del 21 ° secolo, pionieri di una nuova rivoluzione energetica basata su tecnologie fracking ed enormi giacimenti di gas naturale.
Questa tendenza regressiva difficilmente può essere fermata, a meno che un massiccio movimento popolare prenda piede e cambi il clima politico negli Stati Uniti e altrove, magari dicendo ai popoli e ai governi di tutto il mondo che stiamo realmente varcando un punto di non ritorno.

Anthea Favoriti

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