Mentre sistemavo alcuni libri ho ritrovato un raccoglitore contenente appunti, schede, riassunti di corsi di aggiornamento e dispense di quando lavoravo come infermiera in psichiatria. La psichiatria e la psiche umana in generale mi hanno sempre affascinata ed interessato; mi sono riletta lentamente quasi tutti i fogli cercando di approfondire, per voglia di conoscere, alcuni …

Il paziente psichiatrico

psichiatrico1.1Mentre sistemavo alcuni libri ho ritrovato un raccoglitore contenente appunti, schede, riassunti di corsi di aggiornamento e dispense di quando lavoravo come infermiera in psichiatria.
La psichiatria e la psiche umana in generale mi hanno sempre affascinata ed interessato; mi sono riletta lentamente quasi tutti i fogli cercando di approfondire, per voglia di conoscere, alcuni passaggi.
Nei prossimi appuntamenti vorrei rendervi partecipi di alcuni misteri della psiche umana.
Parto con un pò di storia della psichiatria.
Chi è il malato psichiatrico? Il paziente psichiatrico è colui che la società civile, i cosiddetti sani, definiscono matto. E’ un essere umano, una persona che, per motivi spesso sconosciuti, soffre di un disagio psichico che lo porta ad un rapporto alterato e distorto con se stesso, con gli altri e con il mondo. Ognuno manifesta questo malessere in modo differente perché ognuno è unico e singolare.
A seconda dell’epoca e dell’ambiente culturale in cui il soggetto si trovava a vivere c’era un diverso approccio alla malattia psichiatrica.
Nell’antico Egitto erano i sacerdoti ad occuparsi di questi malati.
Nel periodo culturale del positivismo, dove tutto doveva avere una spiegazione logica, la malattia psichiatrica non era tollerata. Furono quindi costruiti degli ospedali viaggianti su navi che giravano per i mari senza mai fermarsi per impedire al malato di avere contatti con il mondo normale.
Durante la Rivoluzione Francese, invece, Pinel, un medico, scese nei sotterranei del castello, dove c’erano le carceri, per liberare tutte le persone incatenate perché, anche se erano state etichettate come delinquenti, erano, in realtà, malati che avevano bisogno di aiuto.
Nel 1850, in Francia, vennero costruiti i primi ospedali psichiatrici e prese piede una nuova considerazione della patologia psichiatrica e del paziente come essere umano con dei bisogni.
All’inizio del 1900 iniziò la rivoluzione psicoanalitica il cui rappresentante principale è stato Freud (“Interpretazione dei sogni”) che ha sostenuto che fra il malato psichiatrico e la persona sana non esiste una netta distinzione perché i meccanismi mentali sono uguali ma vengono utilizzati in modo differente.
La prima legge che regola la psichiatria è quella del 1904 “La legge sui manicomi e sugli alienati”, promulgata dal parlamento del Regno d’Italia.psichiatrico1.3
Con questa legge viene sancito che il malato di mente è una persona pericolosa per se e per gli altri e per questo deve essere allontanato dalla società e rinchiuso in manicomio.
Le persone venivano ricoverate tramite il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio, cioè il soggetto non poteva scegliere di entrare spontaneamente in manicomio ma era obbligato ad andarci) per un certo periodo di tempo (minimo 1 mese) oppure per tutta la vita.
Terminato il periodo di ricovero il medico decideva il destino del paziente:

  • dimissione del malato perché non di competenza manicomiale
  • internamento definitivo in manicomio

Questa legge aveva 2 conseguenze:

  • la persona internata perdeva tutti i diritti civili e politici,
  • la persona veniva interdetta cioè perdeva la capacità di gestire autonomamente i propri interessi.

In quell’epoca i manicomi erano autonomi e sganciati dal resto della sanità.
Con la Legge Mariotti”, nel 1968, avvengono alcuni cambiamenti sia dal punto di vista assistenziale che culturale.
Nasce il T.S.V., o trattamento sanitario volontario, cioè il paziente ha l’autonomia di farsi ricoverare volontariamente e viene abolita l’iscrizione del paziente nel casellario penale.
Il partito radicale si interessa molto alla patologia psichiatrica e decide di indire un referendum a riguardo.
Di fronte a questa proposta il governo decide di cambiare la legge ed il referendum non viene più fatto.
Nel 1978, in modo molto rapido, nasce con Basaglia la “Legge 180” o “Trattamenti sanitari volontari ed obbligatori per malati di mente”.
In pochi mesi vengono chiusi tutti gli ospedali psichiatrici e, dal 13 maggio 1978, sono definitivamente chiusi tutti i nuovi ingressi.
psichiatrico1.2Per un anno da quella data chi era stato in manicomio vi poteva rientrare spontaneamente ma non ci potevano essere nuovi internati.
Il malato psichiatrico viene preso in cura, come per tutti gli altri tipi di malattia, dalle USSL.
Cambia completamente l’approccio a queste persone perché vengono considerate come parte della società.
Esistono pazienti che non si rendono conto di avere bisogno di cure così entra in vigore il T.S.O.
Il T.S.O. si usa se:

  • la persona manifesta alterazioni psichiche pericolose per se stesso e per gli altri,
  • la persona non accetta spontaneamente il ricovero di cui ha bisogno,
  • non esistono condizioni tali da attuare interventi al di fuori dell’ambito ospedaliero.

Nel T.S.O. un medico del reparto psichiatrico o un medico dipendente o non dipendente del S.S.N. fa richiesta di internamento del paziente.
Questa richiesta viene passata al medico della struttura pubblica, che generalmente è un ufficiale sanitario.
Poi passa al sindaco che ha l’obbligo di andare in pronto soccorso a vedere il paziente e le sue condizioni di salute.
Tutti devono compilare e firmare dei moduli di richiesta di T.S.O.
Il paziente viene accompagnato in ospedale dai vigili ma, se la situazione è particolarmente difficile, intervengono anche carabinieri e polizia.
Il T.S.O. dura 7 giorni poi il paziente può essere dimesso per continuare le cure sul territorio oppure continuare il ricovero sempre con lo stesso regime o in modo volontario.
Il ricovero è sicuramente l’ultimo appiglio perché l’assistenza dovrebbe essere contenuta al territorio con centri diurni ( C.P.S. centro psico sociale), residenze temporanee (C.R.T. centro residenziale di terapie psichiatriche e di risocializzazione), case alloggio (il paziente psichiatrico deve essere autosufficiente) o strutture di carattere religioso che accolgono questi malati anche per un lungo periodo di tempo.

Michela Redaelli

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1 comment

    • Federico on 17 Marzo 2014 at 14:13
    • Reply

    E’ così volontario che gli internati non sanno se sono in TSO o in TSV…

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