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L’importanza di un’informazione libera e consapevole

informazionelibera1.1I mezzi di comunicazione di massa e in particolare la televisione, svolgono la funzione di veri e propri “oracoli” moderni e sono considerati, inconsciamente o meno, dalla maggioranza delle persone come depositari imparziali di verità “assolute”.
Tutti criticano alcuni aspetti di essi ma ben pochi sono quelli che mettono in discussione le basi su cui si fonda la loro legittimazione.
Si pensa che poiché certe cose vengono dette alla tv o nei principali quotidiani siano per forza imparziali e vere in quanto “ufficiali” e credute dalla maggioranza.
Ma “ufficiale” non sempre è sinonimo di totalmente vero o imparziale.
Si parla giustamente molto di problemi di attendibilità per quanto riguarda le notizie presenti sul web, ma lo stesso metodo non viene mai usato per quanto riguarda i media tradizionali.
Infatti ogni giorno siamo bombardati da notizie impossibili da verificare, smentite e a volte vere e proprie bufale, mezze verità e ben poca imparzialità.
Difatti l’imparzialità dei mass media è una favola che non ha nessun serio fondamento nella realtà.
Sostanzialmente la maggior parte dei mezzi di comunicazione di massa dipende dal potere economico e più raramente politico e perlopiù la sua funzione è quella di plasmare l’opinione pubblica piuttosto che informare seriamente, come viene ufficialmente affermato.
Questo non significa che le notizie presenti siano false o inventate di sana pianta ma che semplicemente sono usate in modo da essere funzionali a determinati interessi particolari piuttosto che alla collettività.
Inoltre generalmente le notizie veramente importanti vengono fatte passare in secondo piano e si preferisce bombardare i cittadini con gossip, sport, sensazionalismo, tragedie e battibecchi politici piuttosto che dare un’ informazione veramente plausibile e super partes.
Così nella televisione e anche nei principali organi di stampa, sempre di più simili a giornali di annunci pubblicitari piuttosto che quotidiani dediti all’informazione.
Inoltre un’elemento fondamentale nella comunicazione di massa odierna è l’uniformità delle notizie principali, quelle considerate più “importanti”.
Essenzialmente abbiamo le stesse 5 o 6 notizie principali dalle agenzie di stampa ai più vari quotidiani.
L’unica cosa che differenzia un quotidiano da un’altro è la diversa interpretazione di queste notizie, dipendente dal tipo di “clientela” abituale o dalle idee portate avanti dai proprietari di questi.
Così una stessa notizia sarà valutata in un modo ad esempio in “la Repubblica” piuttosto che su “Libero”, con conseguenti analisi degli opinionisti più importanti della testata, tese a rafforzare il senso di appartenenza dei lettori/consumatori.
Per il resto, perlomeno sul versante politico ed economico sostanzialmente comprare un quotidiano rispetto ad un’altro non fa molta differenza, perlomeno se non si segue in modo rigido una precisa idea politica o economica veicolata dal quotidiano.
Con l’avvento del web la monotonia dominante nel settore dell’informazione è venuta a rompersi.
Con l’avvento di siti, blog e quotidiani online si è avuta una parziale liberazione dallo status quo massmediatico e un tentativo di rendere più democratico il settore dell’informazione, sino a poco tempo fa completamente monopolizzato da pochissimi gruppi editoriali.
Naturalmente tutto ciò presenta anche alcuni effetti collaterali come la questione della possibile scarsa attendibilità delle notizie, la diffusione di bufale e di un’informazione eccessivamente parziale, tra l’altro tutte cose diffuse anche negli stessi media tradizionali.
Ma la novità sta nel fatto che per la prima volta in questo settore, il cittadino può effettivamente farsi delle proprie opinioni basate su ricerche personali e sull’ascolto di diverse campane, piuttosto che fare proprie idee veicolate in modo sostanzialmente omogeneo come avviene nei media tradizionali.
Difatti si assiste a un’intensificarsi di un nuovo tipo di informazione, un’informazione che non si basa solo sugli interessi economici o politici dei suoi veicolatori, un’informazione che si basa sul tentare di far riflettere gli individui senza avere la pretesa di avere “verità assolute” o di plasmare a proprio piacimento i suoi fruitori, come avviene troppo spesso nei media tradizionali.
Un’informazione perlopiù libera, indipendente, consapevole e responsabile che si speri possa rappresentare un serio punto di svolta e di rottura con la routine massmediatica e la sua tendenza ad assuefare e schiavizzare psicologicamente i propri fruitori.

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Pandorando

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