Mamma, chi è costui? Come reagiscono i bambini all’arrivo di un fratellino

fratellino «Oh, signora Pina, che fatica! Quando devo dare il latte al piccolo, Jacopo ne combina di tutti i colori, e fa un sacco di capricci! Ha voluto di nuovo il ciuccio che non prendeva più da tanto tempo … e poi ieri ci ha detto che non vuole più suo fratello in casa ed è una cosa così triste!» (M. Eccoli e R. Giudetti (2002). Sempre Capricci. Storie psicologicamente corrette da leggere assieme ai bambini. Erickson).
Questa è una storia da leggere ad un bambino, ma in sé contiene tante verità.
La nascita di un secondo figlio è la palestra emotiva più forte per il primogenito.
È infatti prassi pressoché comune che alla nascita di un fratellino un bambino reagisca con gelosia, atteggiamenti aggressivi e regressioni.
Nella mente del bambino si aprono molteplici interrogativi:
«Come ci è finito li dentro?»;
«Mamma e papà mi vorranno sempre bene?»;
«Quando giocherà con me e smetterà di frignare e stare attaccato a mamma per mangiare?».
Allora è buona cosa mettere in atto delle strategie che non elimineranno le “naturali” reazioni emotive dei bambini più grandi, ma ci permetteranno di tenere meglio sotto controllo la situazione.
Durante la gravidanza, per esempio, è necessario iniziare a parlagli dell’arrivo del fratellino; è importante sfogliare insieme libri che illustrino cosa accade nella pancia e come è fatto un neonato o mostrargli le sue foto da piccolo raccontandogli cosa faceva e come lo si accudiva, in modo che poi lui possa trovare somiglianze con quel che accadrà. Parlagli del fatto che la mamma dovrà stare qualche giorno in ospedale gli sarà utile a non stupirsi o spaventarsi.
Al ritorno a casa è utile portargli un regalo, dicendogli che è da parte del fratellino che voleva presentarsi a lui; permettergli di toccarlo o tenerlo in braccio per qualche minuto, sempre in presenza di un adulto, gli infonderà sicurezza e senso di fiducia; renderlo partecipe della cura del fratellino, facendosi aiutare durante il bagnetto o il cambio pannolino, lo farà sentire indispensabile.
Enfatizzare che il fratellino quando lo vede gli sorride ed è felice di giocare con lui lo farà sentire importante ed amato.
Se la nascita del fratellino coincide con il periodo di ingresso a scuola del più grande, sarebbe opportuno rimandare, in quanto il bambino potrebbe pensare che ci si vuole liberare di lui; così come è rilevante fargli acquisire l’abitudine di dormire da solo o in un’altra stanza prima dell’arrivo del nuovo nato, in modo da non procurargli una sensazione di estromissione dalla stanza genitoriale.
Inoltre, non lasciamoci spaventare dalla presenza di alcuni atteggiamenti regressivi, quali ritorno al pannolino, al ciuccio, al biberon, al succhiare il dito. Tutte queste manifestazioni sono solo fenomeni imitativi passeggeri, funzionali al bambino per avvertire il senso di accudimento che gli sembra minacciato dalla presenza “dell’intruso”.
Allora è buona cosa “calarsi nei panni del bambino” in modo empatico.
Comunicargli che sappiamo che il fatto di doversi occupare del più piccolo lo infastidisce, ma che appena l’altro si addormenta si potrà giocare insieme, lo farà sentire maggiormente compreso e rassicurato.
«… la signora Pina disse: Sono certa che siete sulla strada giusta: continuate a farlo sentire sicuro e tanto amato anche quando dice cose un po’ strane, e vedrete che questo periodo finirà presto. Stai vicino a lui sempre, anche quando ti sembra impossibile! Intanto il tempo passerà, Jacopo si abituerà sempre più all’idea di avere un fratello, finché l’abitudine diventerà un bene grande e si renderà conto che nei cuori di mamma e papà c’è un posto speciale sia per lui che per Francesco» (M. Eccoli e R. Giudetti (2002). Sempre Capricci. Storie psicologicamente corrette da leggere assieme ai bambini. Erickson).

Carmen Giordano

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