Quando l’amore fa paura: Philofobia

amore 1.1Oggi è San Valentino e sicuramente molti si stanno affannando in regali o nell’organizzazione del weekend perfetto.
Tiziano Ferro canta “L’amore è una cosa semplice”, ma è davvero così semplice l’amore?
“Cos’è l’amore?”
Poeti, scrittori, musicisti, filosofi, psicologi, scienziati si sono a lungo interrogati per riuscire a fornire una risposta a tale interrogativo, ma non sempre ci sono riusciti, forse perché l’amore non è “cosa semplice”.
Ognuno di noi ha una propria idea di amore e porta in esso le proprie esperienze.
L’amore è un sentimento intenso e profondo.
L’amore è un bisogno fondamentale per la psiche umana.
L’amore è un’“Esperienza Basilare del Sé” che tocca ed ingloba numerose altre esperienze.
Amare è un’esperienza complessa, che implica l’interezza e l’integrazione delle diverse componenti personali: delle emozioni, in primis, fino ad arrivare alla consapevolezza, ai ricordi, alle immaginazioni, ai sensi, al respiro, ai movimenti, al tono muscolare, etc…
Nessuno è esente dalle “pene d’amore”. Ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sofferto il mal d’amore.
Guarire dal mal d’amore è possibile, ovviamente, ognuno ha i suoi tempi e le sue modalità ma, in alcuni casi, può restare latente e sopita una sensazione di timore e/o una leggera paura.
Forse a qualcuno di noi sarà capitato, ad un certo punto della vita, di avvertire un certo timore nell’istaurare una nuova relazione e/o una leggera sensazione di tentennamento legata alla paura di poter rivivere una nuova delusione.
Tutto normale, soprattutto, se si è interrotta una storia importante da non molto tempo, ma quando la paura ed il timore divengono pervasivi, paralizzanti, ossessivi, forse in quel caso si tratta di Philofobia.
Dal greco Philo (legame, amore) e Phóbia (panico, paura), la philofobia è la paura d’amare, anche conosciuta come “sindrome delle favole” o “sindrome delle principesse tristi”.
“La principessa, imprigionata nella sua torre d’avorio, è impossibilitata ad incontrare il suo principe azzurro…”
Sembra, infatti, che le più colpite siano proprio le donne, ma neanche gli uomini ne sono esenti.
Per tracciare un breve identikit del philofobico possiamo dire che: si tratta di una persona che evita di esporsi al coinvolgimento sentimentale, spesso è single da lungo tempo, si getta a capofitto nel lavoro, negli interessi o nelle passioni, che fungono da alibi, in modo da non essere impegnato e coinvolto nei sentimenti. Cerca di mantenere il controllo non solo sull’ambiente che lo circonda, ma anche dei propri comportamenti e delle proprie emozioni.
Chi è imprigionato nella “paura d’amare” sembra vivere una vita parallela: chiuso nei propri ideali, nell’amore perfetto, che non esiste, e con la vita reale che gli scorre accanto.
Si mette in atto una fuga dalla realtà, dall’amore reale, molto spesso poco fiabesco è vero, ma pur sempre appagante; è, da un lato, il “non amare per non soffrire” e, dall’altro, “il non amare per non perdere la propria libertà”.
La philofobia può essere intesa come una sorta di “anoressia sentimentale” che nelle fasi acute o nei casi più gravi, si manifesta con gli stessi sintomi di un attacco di panico o d’ansia: sudorazione, nausea, tachicardia, insonnia, dispnea, agitazione …
È importante, allora, diventare consapevoli dei propri vissuti emotivi; rendersi conto di quanta paura abbiamo nell’instaurare una relazione intima o semplicemente un legame profondo d’amicizia o di lavoro.
Riconoscere la paura è fondamentale, ma a volte non è sufficiente, perché la paura può mascherarsi dietro altri comportamenti: chiusura, disinteresse, stanchezza …
In molti casi, può essere importante rivolgersi ad un aiuto esterno, ad un terapeuta, poiché è difficile farcela da soli, soprattutto se la paura si cela dietro a dei comportamenti che non ce la fanno riconoscere facilmente.
La ricetta del “perfetto amore” non esiste: l’amore è alchimia, odori, emozioni, sperimentati in modo del tutto personale. È necessario trovare il coraggio di liberarsi “dalla torre d’avorio” e correre il rischio di… essere felici.

Carmen Giordano

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2 comments

  1. Grazie mille! Era proprio quello che mi serviva! http://cresceresognare.blogspot.com/

    • LUCIA on 19 maggio 2014 at 11:54
    • Reply

    E’ LA PAURA PEGGIORE CHE POSSA ESISTERE… A VOLTE ARRIVO AD AODIARE ME STESSA

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