Vitamina “T”: vitamina della tenerezza

tenerezzaLa nostra società troppo spesso utilizza tecniche di accudimento dettate da “mode o tendenze” del momento. Per esempio, negli anni ’70, si prediligeva l’allattamento artificiale ed un tipo di accudimento basato sul concetto che i bambini utilizzassero il pianto per controllare il comportamento dei genitori e, quindi, dovevano essere lasciati a piangere finché non smettevano da soli e imparavano ad addormentarsi. Successivamente, con la rivalutazione dell’allattamento materno si è sviluppato uno stile di accudimento più prossimale, che assecondasse le richieste del bambino ed il contatto.
Il contesto culturale nel quale i bambini crescono costituisce un fattore molto spesso trascurato negli studi evolutivi. In realtà, il contesto culturale è un elemento essenziale per la comprensione dello sviluppo umano.
Sulla base di alcune analisi cross-culturali si è notato che vi è una differenza nel modo di accudire i bambini fra le popolazioni “primitive”, più inclini al contatto e alla stimolazione sensoriale, e quelle occidentali. Infatti, nei paesi occidentali nella maggior parte dei casi si partorisce in ospedale, dove il neonato è quasi subito allontanato dalla madre e rivestito. Così, per meglio intendere le pratiche occidentali delle cure materne sembra giusto presentare una rapida panoramica delle esperienze di accudimento presenti nelle diverse culture.

netslik

Eschimesi Netsilik – Artico canadese
La madre Netsilik è una persona serena che dona calore ai suoi bambini e li cura amorevolmente.
Appena nato, il neonato viene sistemato nella parte posteriore della pelliccia che la madre indossa, completamente nudo o, raramente, indossando dei pannolini di pelle di caribù. Il neonato assume una posizione seduta, cingendo con le gambe la vita della madre, il capo inclinato a destra o a sinistra.
Una volta posizionato il neonato sulla schiena della madre, questa lega la pelliccia con una cintura, in modo da formare un’imbracatura che sostiene il bambino sotto le natiche, impedendogli di scivolare. Il bambino rimane in questa posizione finché non impara a camminare da solo.
La comunicazione madre – bambino avviene essenzialmente attraverso la pelle. Se il bambino ha fame inizia a succhiare la schiena materna, così la madre lo porta al seno e lo allatta.
Il dondolamento provocato dal cammino della madre ed il calore della sua pelle favoriscono il sonno del bambino. Come si può immaginare, questi bambini piangono raramente ed è per questo che i Netsilik presentano un carattere mite e generoso.

1890-107177Ganda – Africa orientale
Anche queste madri utilizzano il “baby carring” (abitudine di portare addosso il bambino). I bambini vengono allattati al seno per un anno o più. Il momento dell’allattamento permette al piccolo di acquisire una certa sicurezza nei gesti di prensione e di orientamento verso l’oggetto; è un gioco corpo a corpo in cui madre e bambino partecipano con grande inventiva.
Questo stretto rapporto pone i bambini in una maggiore interazione sociale, infatti, è una grande occasione per scambi comunicativi con la madre, la quale comunica usando suoni onomatopeici, canzoncine e, solo alla fine del primo anno, gli parla normalmente, senza più l’utilizzo di gergo infantile.
Questo stretto rapporto, inoltre, sembra accelerare lo sviluppo motosensoriale facendo raggiungere a questi bambini la posizione seduta o eretta molto prima di quelli occidentali.

Efe, pigmei delle foreste dello Zaire
Questa popolazione si divide in gruppi da 7 a 21 componenti. Vivono in capanne sempre in stretto contatto gli uni con gli altri e mangiano quello che trovano nella foresta. I bambini da 0 a 3 anni trascorrono la maggior parte del loro tempo in contatto fisico, ma anche dialogico con la propria madre.
Verso i 3 anni il contatto fisico con la madre si riduce, ma si mantiene leggermente più alto rispetto ad altre figure di accudimento (fratelli, zii, nonni). Il bambino viene accudito attraverso 2 forme particolari: “il pulire” ed il “tatto affettuoso”.
0c28e253e5801e34785b0df259c7c9a3-300x269Il comportamento del pulire, all’inizio aspetto esclusivo materno, con il crescere dell’età è messo in atto prevalentemente dalle altre figure di riferimento. Per il comportamento di “tatto affettuoso” questo risulta essere sempre a stretto appannaggio materno.
Si può, quindi, notare che tra gli Efe non si trovano solo alti livelli di contatto sociale e fisico, ma diverse forme di contatto, distribuite nei diversi periodi evolutivi. Questo è un modo per permettere al bambino di conoscere gli altri, imparando a comunicare con diverse modalità.
Per crescere sani, forti e sicuri i bambini hanno bisogno della “Vitamina T”, la vitamina della tenerezza. I bambini, infatti, reclamano la loro fame relazionale: fame di carezze, di abbracci e di baci. Questo cibo relazionale farà in modo che il bambino sviluppi un atteggiamento di fiducia nei confronti delle persone che si prendono cura di lui e, di conseguenza, nei confronti di se stesso e dell’ambiente circostante.

Carmen Giordano

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