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Siti megalitici in Lombardia

Sercol di Nuvolera L’Italia è un paese assolutamente molto ricco di antichi siti archeologici.
Molti sono quelli famosi, conosciuti e visitati da turisti di tutto il mondo. Molti sono anche quelli che pochi conoscono ma che di certo non sono meno importanti e misteriosi di quelli più famosi.
Fra questi, oggi vorrei parlare degli antichi siti megalitici che si trovano in Lombardia.
Il primo che vorrei nominare, è il “Sercol di Nuvolera”, chiamato così dalle persone della zona. “Sercol”, infatti, è un termine che in dialetto bresciano significa proprio “circolo”.
Questo tipo di struttura megalitica a cerchio veniva costruita, in antichità, per il calcolo delle stagioni (importantissimo per l’agricoltura) e come luogo dove venivano effettuati riti religiosi in cui, l’area interna del cerchio, era considerata sacra e non accessibile a tutti.
A risvegliare il ricordo del Sercol di Nuvolera, da sempre conosciuto dagli abitanti di questi luoghi, sono stati due ragazzi di Desenzano (Armando Bellelli e Marco Bertagna), che, appassionati di archeologia, si sono messi a ricercare il Sercol su Google Earth fino a riscoprirlo.
Il Sercol è situato in provincia di Brescia, nell’omonimo comune di Nuvolera, sulla cima del monte Cavallo.
Essendo questa un’area abbandonata da centinaia di anni, è difficile da raggiungere in quanto la vegetazione ha preso il sopravvento e l’intero sito è ormai nascosto sotto di essa.
Per poter avere una visuale completa del Sercol di Nuvolera, è consigliabile o Google Maps, o Google Earth, oppure una veduta dall’alto della zona.
Il sito, che stando agli studi effettuati risalirebbe ad un periodo compreso tra il 5000 e il 7000 a.C, ma le cui origini, in realtà, si perdono nel tempo, ha un diametro di poco più di 40 metri, è composto da centinaia (forse migliaia), di pietre disposte a cerchio intorno ad un fossato profondo circa 2,5 m, al centro del quale si trova un grosso sasso molto enigmatico sul qual sembra scolpita una figura antropomorfa che pare stia adorando una sorta di disco solare.
Il luogo è da sempre circondato, come ogni antico luogo che si rispetti, da diverse leggende.
Una di queste ci racconta di alcuni monaci medievali che decisero (come spesso già avvenuto in altri luoghi per chiese, monasteri, cattedrali), di costruire un’abazia su questo antico e sacro sito. Ma l’opera non fu neanche mai iniziata e i monaci se ne andarono in gran fretta per non tornare più.
La leggenda racconta che furono messi in fuga dal canto del gallo (anche nel Vangelo di Pietro si narra, come lo stesso rinnegò il Salvatore, prima che il gallo abbia cantato tre volte).
Un’altra leggenda che circonda questo luogo, parla di un’orribile creatura che si aggirerebbe in quest’area. La creatura viene descritta simile ad un serpente con delle creste sul dorso che era capace di paralizzare le persone che malauguratamente incrociavano il suo cammino, molto simile all’antica figura del basilisco.
Altri racconti parlano di un luogo maledetto dal quale soprattutto i bambini dovevano stare lontani. Veramente tante le leggende che circondano questo luogo sulla sommità del monte Cavallo.
Nel maggio del 2013, nei pressi del Sercol di Nuvolera, la speleologa Serena Oneda ha scoperto un’antica grotta al cui interno ha ritrovato reperti e cocci risalenti all’età del bronzo.
Ciò a testimoniare una volta di più l’antichità di questo luogo.
 Cerchio di Sant'Anna Altro antico circolo di pietre, presente in Lombardia, lo troviamo nei pressi dell’ospedale Sant’Anna di Como.
Questo antico sito, che si trova in località Tre Camini, fu scoperte nel 2007 durante i lavori per la costruzione del nuovo ospedale.
Il cerchio di pietre di Sant’Anna, è formato da due cerchi concentrici del diametro di circa 68 m il primo e 67 m il secondo, è suddiviso da 72 spicchi e al suo interno è situata una piattaforma centrale del diametro di circa 27 m. al centro della quale si trova quello che sicuramente è il buco di un palo che era posto qui.
Dagli studi effettuati, anche questo cerchio, come l precedente, risalirebbe più o meno ad un periodo compreso tra il 5000 e il 7000 a.C. (altri studiosi lo datano tra il 1500 a.C e il 500 a.C.).
A circa 150 m da questo, secondo alcuni ricercatori, si troverebbe un altro cerchio di pietre più piccolo ancora mai scavato (per chi volesse approfondire: “Il grande cerchio di pietra degli antichi comenses” – Autore: Adriano Gaspani – Edizione 2009 – Associazione Culturale Terra Insubre).
Sempre in Lombardia, sembra che si trovava anche un altro cerchio di pietre.
Dico si trovava perché pare che fu rimosso per la costruzione del Centro Commerciale di Anzano del Parco.
Infatti, durante gli scavi per la costruzione del Centro Commerciale, furono rinvenuti degli antichi reperti archeologici che furono prelevati per continuare la costruzione dello stesso.
Ma la cosa ancora più sconcertante, che arriva a noi, parla non solo della presenza di antichi reperti archeologici, ma anche della presenza di un cerchio di pietre che ora si troverebbe sotto il parcheggio del Centro Commerciale.
La cosa che fa riflettere, è che tirando una linea retta dal Cerchio di Sant’Anna, fino al Sercol di Nuvolera, questa passa esattamente sopra il parcheggio di Anzano del Parco.
Altra testimonianza della scoperta di alcuni reperti archeologici avvenuta qui, anche l’articolo intitolato “Cantieri della Como-Bergamo: quasi chiuso Alzate, in alto mare Lurago” pubblicato sul Giorno di Como il 30 maggio 2009, in cui, nelle ultime righe si legge:
A complicare le cose, nei mesi scorsi, durante i lavori di scavo per la realizzazione della rotatoria posta di fronte al centro commerciale, anche il rinvenimento di reperti archeologici risalenti all’età del bronzo.
La cosa che rende questi tre siti molto interessati e sicuramente degni di ulteriori studi da parte degli esperti, è stata la scoperta di alcuni ricercatori indipendenti e appassionati di siti megalitici.
Ormai con Google Earth o Google Maps, diventa anche più semplice, a volte, accorgersi di alcune “coincidenze”.
E così, tutti possiamo provare a tirare una linea retta che parte dal Circolo di pietre di Sant’Anna, fino al Sercol di Brescia.
Ciò vi farà notare, che questa retta passa proprio sopra il parcheggio del Bennet di Anzano del Parco, come appena scritto sopra.
Linea cerchi megalitici LombardiaMa cosa lega, questi tre siti megalitici e tutti quelli esistenti nel mondo?
Intanto è chiara la funzione astronomica di questi antichi complessi che erano utilizzati per il calcolo delle stagioni ed erano importantissimi per la semina e i raccolti delle antiche popolazioni, la cui sopravvivenza dipendeva dall’agricoltura.
Altro dato molto curioso, ci arriva dal Professor Alexander Thom dell’Università di Oxford, il quale ha studiato e misurato per anni i siti megalitici inglesi trovando un’unità di misura che li accomuna tutti.
Si può quindi affermare, a questo punto, grazie alla scoperta del professor Thom, che tutti i siti megalitici sono costruiti rispettando un’unità di misura comune fra tutti: la yarda megalitica (mm. 829).
Margine di errore ce ne sono sempre stati nei calcoli delle misure, in tutte le culture, ma nel caso dei siti megalitici inglesi, si tratta di un margine di errore bassissimo, inferiore all’1%.
Ricordiamoci che stiamo parlando di siti megalitici e quindi di antiche popolazioni con gli strumenti che potevano avere allora.
Ma questo non è tutto.
Si è scoperto successivamente, che la yarda megalitica, fu utilizzata come unità di misura anche in altri antichi siti megalitici, come in Francia, in Italia… addirittura in Medio Oriente, in India, viene mantenuta la stessa proporzione della yarda megalitica.
Per chi volesse maggiori informazioni sugli studi di Alexander Thom, consiglio il libro “Civilization One – Il mondo non è come pensavi che fosse”, di Christopher Knight e Alan Bulter, edizione Aretusa del 2010. (Nel libro si parla ampiamente degli studi del professor Thom).
Altra scoperta interessante è che molte altre antiche unità di misura, erano rapportate alla yarda megalitica.
Per esempio, 366 yarde megalitiche corrispondevano a 1000 piedi minoici, come anche, il cubito reale egiziano, era equivalente al diametro di una circonferenza di una yarda megalitica.
E come sempre, a noi resta solo da chiederci come è possibile che, in questo caso parliamo di siti megalitici, ma non sono gli unici, in posti così lontani tra loro, furono costruite queste strutture utilizzando la medesima unità di misura.
Una curiosità che riguarda sempre la linea su cui troviamo i tre siti megalitici di cui ho appena parlato, riguarda il suo prolungamento in direzione Nord e in direzione Sud.
Prolungando infatti, questa retta, in direzione Nord si arriva ad un’isoletta, Belle ile en Mer, che si trova a circa 30 km a Sud di Carnac, antico sito megalitico che non credo abbia bisogno di presentazioni.
Ora, considerando che parliamo di migliaia di chilometri, considerando che nelle cartine ci sono dei coefficienti di errore, considerando la curvatura della terra, 30 Km non è molto.
Dalla parte opposta, invece, andando in direzione Sud, si arriva alle piramidi di Visoko in Bosnia.
A conclusione di questo articolo, Roberto Lombardini, ci ricorda che:
Sempre in tema di piramidi va ricordato che la riga tra i tre cerchi, già all’interno della Lombardia, passa a meno di cento metri dalla cima della più grande delle tre piramidi (molto controverse), di Montevecchia, cosa che accentua ancor di più il mistero e la correlazione tra questi antichi siti.
Infine, a livello di conoscenza, il Sercol di Nuvolera si trova ad una distanza davvero irrisoria, circa 13 Km, rispetto ad un’altra retta molto particolare, quella che unisce Stone Henge con la La grande piramide di Giza, linea che misura 3600 Km. Certamente molti potranno pensare che alcune di queste ipotetiche linee siano frutto della fantasia di alcuni ricercatori, e probabilmente in alcuni casi queste perplessità sono anche fondate, tuttavia l’impressionante mole di coincidenze che continuano a susseguirsi in questo controverso campo di indagine deve stimolare a proseguire nella ricerca, piuttosto che essere bollata come fantasia. Dato che se guardiamo a ritroso, oggi diamo per certe e assodate delle teorie che alla loro origine erano considerate addirittura eretiche.
In questo campo vale più che mai l’affermazione che la realtà supera la fantasia.”

Per chi volesse approfondire:

Ringrazio il Dottor Roberto Lombardini dell’Associazione “Diversamenti Noi”, di Garlasco (PV), per le preziose informazioni fornite a questo articolo e per l’intervista di cui qui sopra il link.

Sabrina Stoppa – Roberto Lombardini

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Sabrina Stoppa

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