I supereroi

supereroi1.1I supereroi – Con la rivoluzione industriale di fine 1700 inizia per l’umanità un’era di sviluppo tecnologico e industriale che cambia la vita di ogni singolo individuo. Conseguenza prima è l’inurbamento dei contadini dalle campagne alle città industriali. Questo fenomeno comporta un radicale cambiamento nella vita di questi individui: essi passano da un mondo rurale, agricolo alla vita delle città industriali, confusa, caotica, stressante. Viene meno il rapporto con la natura, il rapporto di armonia con la natura che per l’uomo durava da secoli. Il giorno non è più scandito dal giorno e dalla notte, dal sole e dai suoi ritmi, dalle coltivazioni nei campi con i loro ritmi, il giorno è scandito dal ritmo lavorativo della fabbrica, dal lavoro e dai suoi orari.
Come già detto viene meno il rapporto dell’uomo con la natura e quindi il rapporto con Dio che ne è diretta emanazione.
“Dio è morto” allora, come dice Nietzsche, e chi c’è al posto di dio?
Il nulla, il vuoto, l’esistenza…
L’uomo è solo e fragile dinanzi all’esistenza, l’uomo deve sopravvivere al vuoto esistenziale sopraggiunto con la morte di dio.
Di seguito dopo la morte di dio avverrà anche la morte delle ideologie: comunismo, illuminismo, nazismo, marxismo, cristianesimo etc.
Come dice Lyotard, è finita l’epoca delle “grandi narrazioni”, dei “grandi racconti”.
L’uomo è sospeso nel vuoto, l’uomo ha dinanzi a se il vuoto…
Come può riempire questo vuoto postmoderno? Con l’immagine…
Quella attuale è la società dell’immagine, la società del predominio dell’immagine.
L’immagine ricopre con la sua patina superficiale il vuoto che è sotto, immagine diffusa dai media, dalla pubblicità, dal cinema, dallo sport, dalla televisione, dalla politica etc.
Noi ci riflettiamo in quella immagine, è lo specchio di noi stessi: ma in quello specchio
ci sono delle crepe, quello specchio diventa una lamina metallica perfetta ma che col tempo si logora, si consuma. L’idea di perfezione dell’immagine, così voluta da noi presenta prima o poi le crepe del nostro “io psicologico”, le nostre ansie, le nostre paure, le nostre ossessioni.
La nostra psiche crea le crepe nello specchio, le deformazioni della lamina metallica.
La nostra immagine diventa come una foto sgualcita col passare del tempo: sgualcita dalle nostre esperienze, dalle nostre sensazioni, dai nostri sentimenti, dal vissuto quotidiano.
L’uomo scopre di non essere perfetto ma allo stesso tempo ha bisogno di qualcosa di perfetto da porre come un’immagine davanti a sé. L’uomo allora crea i supereroi: un “surrogato” di dio, degli dei, un qualcosa che rappresenta dei perfetti, immutabili, immanenti.
I supereroi con i loro superpoteri sono perfetti, al sopra dell’uomo comune, sono onnipotenti, invulnerabili, indistruttibili, capaci di azioni sovrumane.

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