Sara Tommasi, emblema della società dell’immagine

Saratommasisocietaimmagine1.1Sara Tommasi, attrice e showgirl, appare nel Paolo Limiti Show nel 2002, sua prima comparsa importante nella televisione. Poi finalista a Veline 2004, “Paperetta” di Paperissima, “schedina” di Quelli che il calcio. Partecipa all’Isola dei Famosi del 2006.
Intervistata sulle ragioni che avevano spinto a sottoporsi volontariamente a un doloroso intervento chirurgico di mastoplastica additiva e a posare nuda, ha così motivato:
“All’inizio non volevo spogliarmi, poi ho cambiato idea. Il seno? L’ho rifatto. Io sono un prodotto da vendere nel mercato dello showbusiness.”(Fonte).
Nel 2008 debutta nel cinema nel film Ultimi della classe e nel 2009 affianca nella conduzione Paolo Bargiggia nel magazine in onda dopo le partite dell’Europa League su Rete 4.
Nel 2011 viene coinvolta nel “caso Ruby” e dichiara di essere stata drogata e manipolata anche per fini sessuali. Inoltre dichiara anche di essere stata vittima di persecuzioni.
Nel 2011 Sara Tommasi sfila nuda davanti ad un bancomat. Il tutto per promuovere il nascente Partito d’Azione per lo Sviluppo fondato da Alfonso Luigi Marra e Domenico Scilipoti.
Intervistata dichiara: “Poi non me ne frega niente di mostrarmi e mi diverto. Mi basta essere retribuita. Farei qualsiasi cosa per soldi”.
Nel 2012 recita nel film pornografico La mia prima volta. Nel 2013 partecipa al film pornografico Vip, sesso e potere.
Nel giugno 2013, tramite la propria pagina Facebook, dichiara di aver sempre finto di stare male e di soffrire di malattie mentali per attirare l’attenzione dei media.
E per finire di poco tempo fa: “una deposizione sconvolgente, quella rilasciata ieri a Salerno dalla mamma di Sara Tommasi, Cinzia Cascianelli, davanti ai giudici del tribunale di Salerno, chiamata come teste nel processo per il presunto stupro ai danni della showgirl”(fonte: http://tuttoggi.info/).

Sara Tommasi e la società dell’immagine
Da questa ricostruzione parziale della vita di Sara Tommasi e da qualche sua frase è ben chiaro quanto siano importanti i media per Sara, la società dell’immagine, la società dell’apparire, la società patinata. Una vita intera a “glorificare” la sua immagine, il suo essere “un prodotto da vendere”.
Sara, al di là dei giudizi morali ed etici, è un chiaro esempio della nostra epoca contemporanea in cui domina il culto dell’apparire a scapito dell’interiorità e dell’introversione.
Un’epoca la nostra in cui si punta al successo sfruttando il marketing e la vendita di ogni cosa: tutto è mercificabile e tutto e vendibile. Sara non ha fatto che seguire il flusso, ineluttabile e inarrestabile di una società allo sbando, una società postmoderna senza freni e senza inibizioni.

Fonte

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