Ventenne inventa il dispositivo per depurare le acque con la buccia di banana

buccia bananaRiuscire a rendere potabile l’acqua con la buccia di banana.
Che le bucce di banana racchiudessero delle proprietà incredibili, come quella di assorbire metalli pesanti, o essere riutilizzate per trattamenti di bellezza naturali, già era noto, ma ancora nessuno aveva pensato a un campo di applicazione più vasto del semplice fai da te. Fino all’arrivo di Metals-Catchers.
Metals-Catchers è l’invenzione di un giovane pugliese di 20 anni, Alvaro Maggio, premiata nei giorni scorsi nell’ambito del concorso europeo “European Union Contest for Young Scientists”, dedicato a tutti giovani scienziati.
Il progetto, nato mentre Alvaro frequentava ancora la scuola, sfrutta la pectina presente nelle bucce della frutta e nelle verdure, per bonificare e rendere quindi potabile l’acqua contaminata dai metalli pesanti. Nello specifico, la “Metals-Catchers” utilizzerebbe alcuni filtri realizzati con bucce di banana essiccate.
Come spiega il giovane pugliese, “l’idea è venuta quasi per caso circa tre anni fa durante una lezione di biologia; si stava parlando con la mia docente, professoressa Rossana Congedo, delle proprietà della buccia di frutta e verdura di attenuare gli effetti collaterali gastrolesivi di alcuni farmaci: così ho voluto riprodurre ciò che accadeva nello stomaco in provetta.
La buccia di frutta e verdura contiene in abbondanza la pectina, ricca di gruppi chimici carichi negativamente; in generale i metalli (anche quelli pesanti), in soluzione acquosa, si comportano da cationi, cioè da ioni carichi positivamente.
Dunque, attraverso un legame elettrostatico debole, è possibile sequestrare gli ioni metallici dispersi in soluzione attraverso gli stessi scarti di cibo. Ho effettuato varie prove su differenti scarti organici: melanzana, patata, pomodoro, carruba, mela, arancia, limone e banana, rivelatasi, quest’ultima, la più efficace con i metalli testati.
I risultati sono stati straordinari: la buccia di banana permetteva di abbattere la quantità dei metalli disciolti del 98%, poteva essere riutilizzata per nove volte senza perdere il suo potere assorbente ed era 20 volte più efficace rispetto ai metodi convenzionali“.

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