Il ministero riconosce l’indennizzo per danno da vaccino ad una bimba

indennizzo da vaccino 1.1Danno da vaccino – La decisione della Sanità sul ricorso di una famiglia calabrese la cui figlia aveva cominciato a manifestare i sintomi dopo la vaccinazione per Mmr. Le motivazioni: “In assenza di altre cause certe, non è possibile escludere il nesso tra l’iniezione e l’infermità“. L’esperto: casi simili sono molto più rari delle encefaliti provocate dalla malattia contro cui ci si immunizza.
ROMA – “Non è possibile escludere il nesso tra la vaccinazione per orecchioni, morbillo e rosolia (Mmr) e l’infermità neurologica della bambina“.
Con questa motivazione di fondo, il ministero della Salute ha sancito il diritto di una famiglia di Catanzaro a ottenere un indennizzo per danno da vaccino; danno che sarebbe consistito in una cerebellite, cioè una infezione del cervello, che ha causato alla paziente problemi neurologici e motori permanenti.
Ogni mese, dunque, lo Stato verserà ai genitori della bambina la somma di 600 euro, come previsto dalla legge del 1992 che attribuisce il risarcimento a chi ha avuto problemi con vaccinazioni, trasfusioni e farmaci emoderivati.
Il dibattito sui possibili danni da vaccino è sempre più di attualità, alimentato anche dalle posizioni, per quanto minoritarie, espresse da una parte del mondo medico.
Tante sono le cause civili avviate per richiedere i danni, spesso campate in aria, come quelle che mettono in relazione alcune vaccinazioni con l’autismo, sostenendo un nesso di causalità escluso categoricamente dai più recenti studi internazionali. Diverso è il caso su cui c’è stata la decisione del ministero.

Effetti collaterali dei vaccini
I vaccini hanno dichiaratamente degli effetti collaterali. Possono essere lievi come l’arrossamento della zona in cui viene fatta la puntura o come qualche linea di febbre; ma possono anche essere più seri.
Ad esempio l’encefalite e quindi la cerebellite, che è lo stesso problema localizzato però in una sola parte del cervello, il cervelletto. Il caso di Catanzaro, portato avanti dall’avvocato Enza Matacera, sembrerebbe rientrare in questa categoria. Secondo la letteratura scientifica prevalente, i vaccini provocano danni così gravi in un paziente su un milione.
La decisione del ministero della Salute contempla dunque l’ipotesi che il caso della bimba di Catanzaro rientri in queste rarissime eventualità.

La storia e il ricorso
Come riportato dal sito catanzaroinforma.it, nel luglio del 2009, la piccola fece il vaccino Mmr. All’inizio ebbe manifestazioni febbrili per le quali venne portata all’ospedale. Dopo la prima dimissione ci fu un altro ricovero e quindi, a fine agosto, il trasferimento all’istituto neurologico Besta di Milano.
E’ stata dimessa – sostiene l’avvocato nel suo ricorso – con la diagnosi principale di encefalite post vaccinica e di disturbi misti dello sviluppo“. Su questa base, la famiglia ottenne inizialmente per la bimba una pensione di invalidità, poi presentò la domanda di indennizzo per il danno da vaccino.
La prima valutazione fu fatta dalla commissione territoriale competente per simili ricorsi, che si trova a Messina.
I medici ritennero che non ci fossero le condizioni per l’indennizzo, ma la decisione fu contestata dal legale della famiglia con un lungo ricorso presentato direttamente al ministero della Salute.
L’11 marzo scorso, il direttore generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure, Giuseppe Viggiano, ha decretato l’accoglimento del ricorso della famiglia contro la decisione della Commissione di Messina, dando così il via libera all’indennizzo.
La decisione si è basata sulla consulenza del medico legale: “Tenuto conto che la cerbellite si è manifestata dalla vaccinazione Mmr in un periodo riconosciuto in letteratura congruo per il manifestarsi di tale patologia e che non è stato possibile con gli accertamenti effettuati definire l’esatta etiologia della cerebellite, non è possibile escludere per criterio cronologico ed etiopatogenetico il nesso causale tra la vaccinazione Mmr e l’infermità neurologica stessa“.

Le motivazioni del ministero
Questo dunque il ragionamento: poiché non si trovano altre cause per la malattia, è possibile che sia stato il vaccino a innescarla. Il ricorso quindi va accolto.
Siamo nel campo dell’indennizzo, ben diverso da quello del risarcimento del danno, che può essere accertato solo dal giudice ordinario alla fine di un processo con il contraddittorio tra le parti.
Forte di questa decisione del ministero, è probabile che la famiglia adesso opti anche per la strada del processo. “Non conosco il caso – dice il professor Pasquale Giuseppe Macrì, medico legale e membro del board nazionale dei vaccini -, ma trattandosi di cerebellite può ritenersi un evento correlabile alla vaccinazione. E’ ovvio che la diagnosi di certezza richiederebbe ulteriori accertamenti ed approfondimenti“.
E allora perché il ministero ha dato il via libera all’indennizzo? “Perché in questo caso – spiega Macrì – il criterio di accertamento del ruolo causale della vaccinazione è stato legato al principio del ‘più probabile che non’.
In buona sostanza, i colleghi che hanno fatto l’accertamento hanno ritenuto che tra i vari antecedenti possibili quello vaccinale potesse costituire la causa più probabile.
Le encefaliti e le cerebelliti, una sottospecie delle prime, sono evenienze possibili in ogni forma di infezione e anche nella vaccinazione con virus vivi attenuati che ingenerano comunque una forma infettiva latente.
Le statistiche ci dicono comunque che da un lato queste evenienze sono estremamente rare e dall’altro sono estremamente più rare delle encefaliti provocate dalla malattie prevenute dalla vaccinazione”.

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